martedì 7 febbraio 2012

Un premio!

Eh si, roba da non crederci, ma dico io, come si fa! Ho ricevuto anche io il "Versatile blogger award".
Il premio prevede che io racconti sette cose di me e passi poi il premio ad altri 15 blog.

Allora inizio:
1) Mi piace stare con la mia famiglia, anche se ogni tanto lo sclero è in agguato!!
2) Vado dal parrucchiere 1 volta all'anno (magari quest'anno tra Prima Comunione e Santa Cresima anche 2
3) Ho 2 fratelli e 2 sorelle e tutti i nostri nomi iniziano con la lettera M
4) Mare, mare, mare, sole sole sole
5) A parte un po' di ciccia qua e qua e là è là mi piaccio, forse più di quando ero più giovane
6) Lo scorso anno, dopo ben 10 anni, sono uscita a cena da sola con Dolceamore
7) Mi piacciono le famiglie numerose, farei volentieri un altro bimbo

Aggiungo un'altra curiosità: io e Dolceamore abbiamo lo stesso cognome.

Ora dovrei dare il premio ad altri 15 blog, ma preferisco lasciarlo a disposizione di chi ha voglia di raccontarsi un po'.

Un abbraccio e a presto.

domenica 5 febbraio 2012

I tortelli della nonna.

Io e la mia famiglia d'origine (mamma, papà, 5 figli) abitavamo in una casetta a due piani, al piano terra nonni e zia paterni e al piano di sopra l'allegra comitiva. Adesso ci abitano i miei genitori con la mia sorellina (29 anni).
Il mio nonno Antonio, festeggiava sant'Antonio il 17 Gennaio e preparava un grande falò (allora si poteva ancora!!) e la nonna preparava per tutti i tortelli.
Il mio ricordo è di me e nonna in cucina con la porta chiusa (che sennò l'odore di fritto va nelle camere), e il nonno che in tinello aspettava, aspettava, aspettava fino a che un'anima buona gli sganciava i primi assaggi di quelle delizie; poi piano piano arrivavano tutti, chi da scuola chi dal lavoro, chi dal piano di sopra, ad elemosinare un assaggio prima della serata tutti insieme.
Quando poi sono un pochino cresciuta, ho iniziato a chiedere la ricetta ...... che non c'è!!
Eh si, perchè nonna rispondeva immancabilmente: "ma si, un po' di farina, lievito di birra, uvetta, zucchero, un pizzico di sale, acqua, scorza di limone, fai lievitare e friggi nell'olio caldo"; si, sembra facile, ed è proprio così.
Io di solito parto da 1/2 Kg di Farina 00 Molino Chiavazza, unisco il lievito di birra (sciolto prima in acqua tiepida con 2 cucchiaini di zucchero) aggiungo un pò di zucchero (almeno 250 gr), due belle manciate di uvetta, della scorza di limone (proprio una grattatina), un pizzico di sale e mescolo tutto con dell'acqua gasata (o birra se preferite) fino ad avere la consistenza di una pastella abbastanza densa e aggiungendo acqua o farina se serve. Copro con un panno e lascio lievitare almeno un paio d'ore. Metto sul fuoco una pentola con abbondante olio (per me di arachide) e, appena caldo, con due cucchiai vi lascio cadere delle "cucchiaiate/palline) di pasta. La pasta, nell'olio caldo si gonfierà e verrà a galla. Fate colorire bene, scolate, passate su della carta assorbente o carta casa e tuffate i tortelli nello zucchero. Sono buoni appena fatti, ma anche la sera se fatti nel pomeriggio, e se ne avanzano anche la mattina dopo per una colazione alternativa e golosa.
E allora pronti, chiudetevi in cucina e buon lavoro!





Ah, dimenticavo, anche il piatto è un ricordo della nonna.

Un abbraccio a tutti e buona settimana.

mercoledì 25 gennaio 2012

Terremoto!

Solo due righe per ricordarmi di questa mattina.
A casa soli, io e nr.3 che sta ciucciando (si, ancora!), siamo sul divano.
Un forte rumore, lo specchio del mobile che trema, due soprammobili e la fila di omini/principesse/animaletti delle sorpresine ovetti/patatine caduti.
Cuore in gola e forte spavento, sembrava non finire più.
Anche Andrea si è spaventato, ha detto "sarà tato un fatasma".
A scuola del nr. 1 tutti sotto i banchi e finita la scossa raduno in cortile.
Adesso aspettiamo il resoconto della nr. 2.
Un abbraccio e a presto.

martedì 24 gennaio 2012

Torta di riso e iscrizione alla scuola materna

Si, è arrivata la busta del comune per i bimbi che a settembre inizieranno la scuola materna (asilo o scuola dell'infanzia). E oggi siamo andati a completare l'iscrizione; mi venivano già i goccioloni al solo pensiero, e lui ... lui, mentre io compilavo i moduli, è entrato nella mitica classe dei verdi (dove sono già passati nr.1 e nr.2), si è tolto il giubbino, mi ha fatto ciao ciao ed è andato a giocare!!! Noooooooooooooo, non ci sono restata male, figuriamoci; eh però la maestra mi ha detto che mi ha cercato (e ci credo, con la faccia che avevo cosa doveva dirmi). Insomma, sono riuscita a portarlo a casa solo promettendogli di provare i grembiulini.
E allora addolciamoci la giornata con una buona torta di riso.

Ci servono:
250 g di riso, 50 g di burro, 200 g di zucchero, 2 uova, 3/4 di litro di latte (750 ml), 1/4 di litro di acqua (250 ml), scorza grattugiata di un limone, 50 g uvetta, un pizzico di sale.

Partiamo:
mettiamo a bagno l'uvetta in acqua tiepida per almeno mezz'ora. Portiamo ad ebollizione il latte con l'acqua, un cucchiaio di zucchero (tolto dai 200 g totali), la scorza del limone, il burro ed il sale. Versiamo il riso e cuociamo al dente; travasare in una terrina e far raffreddare (io solitamente faccio cuocere il riso alla sera e poi continuo nella preparazione al mattino). Una volta freddato, aggiungere i tuorli delle due uova sbattuti con lo zucchero, l'uvetta asciugata ed infarinata ed infine i due albumi montati a neve ben soda. Versiamo in una tortiera imburrata e spolverata di pangrattato (o coperta di carta forno), e cuociamo a forno moderato finchè si sarà formata una crosticina durata sulla superficie. Fate raffreddare, spolverizzate di zucchero a velo e gustate.



Fino ad ora me ne ero dimenticata, ma in casa nostra c'è anche lei, Joda



Adesso andiamo a cercare i grembiulini .....

Un abbraccio e a presto.

martedì 17 gennaio 2012

venerdì 13 gennaio 2012

A tavola .....

Eh si, il momento migliore è quello della cena; una volta che tutti e 3 sono stati lavati e pigiamati arrivano a tavola, ci sediamo tutti, magari ci si arrabbia, si commenta un po' la giornata trascorsa.
E:
Nr.2:mamma oggi in inglese abbiamo fatto l'aggettivo sassone
Mamma: si dice genitivo sassone
Nr. 2 : si la maestra ha detto che su usa quando c'è possesso, e tutti ridevano come dei matti
Mamma (quagliotta): perchè?
Nr.2 : ma mammi per pos-sesso!! Ah, a proposito, cosa vuol dire fare sesso?
E la forchetta con la lasagna resta volteggiante tra il piatto e la mia bocca!
Mamma: ma proprio adesso?
Nr.2: si dai dai
Nr. 1: aaah io lo so, che roba mamma mia!
Mamma; scusa e come fai a saperlo?
Nr. 1:ma noi l'anno scorso abbiamo fatto educazione sessuale
Papà: ah si, e cosa avete fatto?
Nr.1:oh che cose papà, che cose, no, no, non lo dico
Mamma: inchiodata con le spalle al muro, riesce a spiegare come funziona, che è un gesto di amore tra marito e moglie, che è così che il semino finisce nella pancia della mamma, e ...
Serpe nr.2: ah allora voi l'avete fatto tre volte
Nr.1: no forse quattro, c'era anche l'altro fratellino
Papà: eh si, più o meno!!!!!!!!!!!

Mamma: forza sparecchiare e a lavarsi i denti che questa serata è stata anche fin troppo impegnativa.

Stasera magari mettiamo i cartoni!

Un abbraccio e buon fine settimana.
Monica

martedì 3 gennaio 2012

I dolcetti di Natale

Sono un pochino in ritardo per gli auguri di Buon anno quindi auguro a tutti voi un sereno nuovo anno.
Sono anche in arretrato con i post ma avevo qualche problema a far andare d'accordo macchina fotografica e computer.
Per oggi vi lascio la ricetta e le foto degli alberelli di biscotto fatti e regalati a Natale. La ricetta è stata presa da GialloZafferano ed un pochino adattata.

Ingredienti:
350 g farina 00
160 g zucchero
2/3 cucchiaini di spezie miste (cannella, chiodi di garofano, zenzero, cardamomo, noce moscata)
1 bustina di lievito per dolci
150 g burro
150 g miele (per me di acacia)
1 uovo
1 pizzico di sale

Nella ciotola della planetaria ho messo la farina con lo zucchero, aggiunto le spezie (dosate la quantità a vostro piacere) e il lievito, il burro a pezzettini ed il miele. Ho impastato un pochino fino ad avere un composto bricioloso e ho aggiunto anche l'uovo. Ho impastato ancora fino ad avere una palla. Ho coperto l'impasto con della pellicola e messo in frigorifero per un'oretta. Ho tolto dal frigorifero e steso la pasta con il mattarello sulla spianatoia infarinata. Tagliato in formine e messo in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti, o comunque fino a che inizieranno a dorarsi. Togliere dal forno, far raffreddare e decorate come preferite.
Io avevo fatto arrivare lo stampo per gli alberelli di Natale e ci ho dato dentro; non so più quanti chili di farina, burro, zucchero ho usato. Ma mi sono divertita un sacco.





Per l'Epifania ne preparerò ancora qualcuno, prima di mandare a riposare lo stampino fino al prossimo Natale.
Un abbraccio e a presto.